Una chiacchierata tra amici.

1 dicembre 2015

Giuseppina Raineri, sommelier professionista Delegata AIS per la provincia di Alessandria vive ad Acqui Terme dove collabora con l’Enoteca Regionale da circa quindici anni

E’ sposata con Carlo Lazzeri ed ha un figlio, Roberto

Come mai sei diventata sommelier? Sono diventata sommelier quando nel 1990 ho conosciuto al Vinitaly di Verona una signora sommelier che parlava con competenza. Mi interessava conoscere il mondo del vino…e così è nata una grande passione.

Qual è la prima cosa che cerchi quando assaggi un vino?

Cerco la finezza olfattiva e l’eleganza …e poi la piacevolezza, l’equilibrio, l’armonia.

Quali vini sceglieresti per una cena ideale?

Comincerei sicuramente con uno spumante brut per passare poi ad un buon rosso del Piemonte, visto che abbiamo un’ampia scelta e terminerei con un Moscato, magari il Passito di Scrapona

Se tu potessi fare il vino di un’annata storica, quale sceglieresti e in quale parte del mondo andresti a farla?

Direi l’eccellente 1982 in Piemonte ma per sperimentare cose nuove andrei in South Australia dove il clima ed il terreno non ancora sfruttato consentono risultati sorprendenti in viticoltura.

Quale varietà d’uva secondo te è immeritatamente ignorata?

Penso al nostro Dolcetto: vuoi per le troppe piccole denominazioni, vuoi per il nome che crea confusione, soprattutto all’estero, perché fa venire in mente qualcosa di dolce mentre in realtà è un rosso secco. Peccato, perché è un signor vino, così duttile negli abbinamenti da poter essere utilizzato a tutto pasto.

In generale, quali abbinamenti preferisci?

In teoria tutto quello che è classico, però mi piace anche sperimentare cose nuove perché l’abbinamento dipende anche dagli ingredienti e dai tempi di cottura: ci sono piatti di pesce che aspettano un vino rosso. Mai però uno Spumante Brut con un dolce…nemmeno a Natale, l’effetto metallico che si ottiene in bocca non è piacevole. Prova ad abbinare un grande Moscato come la Scrapona al tuo dessert, e vedrai!

Che abbinamento cibo-vino convincerebbe un astemio?

Sicuramente una piccola crostatina di frutta ed un dolce Brachetto d’Acqui.

In cosa sarà diverso il vino che si berrà tra 50 anni?

Spero e credo che ci sarà sempre un vino di grande qualità con una sempre maggiore attenzione da parte degli agricoltori ai principi ecologici per il benessere del consumatore e anche per la salvaguardia del pianeta. Probabilmente qualcosa di naturale sostituirà l’anidride solforosa e forse si potranno avere piacevoli sensazioni anche con vini di qualche grado alcolico in meno.

Grazie Giuse per la tua professionalità e per il tempo che ci hai dedicato!